No, non mi hanno rapita gli alieni..E' solo che ieri pomeriggio quando sono tornata dal mio weekend ferrarese e zone limitrofe ero talmente stanca che mi sono accasciata in poltrona addormentandomi più o meno fino all'ora di cena.. Che bella immagine di gioventù bruciata..
Sono stati quattro giorni molto divertenti e Ferrara è una cittadina davvero magnifica e suggestiva, in questo periodo, poi, lo è ancora di più grazie alla presenza del Buskers Festival (www.ferrarabuskers.com), una rassegna internazionale di musicisti e artisti di strada che animano ogni angolo del centro storico, ma non solo, con le loro performance live davvero suggestive. C'è musica che proviene da ogni angolo e fermarsi ad ascoltare è obbligo, alcuni sono davvero bravissimi, altri sono buffi, altri ancora matti come cavalli.. C'è gente di ogni tipo e ogni nazionalità, nonne, bambini, famiglie intere, tutti per strada...con grande fastidio dei ferraresi da quanto ho potuto notare
sicuramente non di quelli che gestiscono bar, ristoranti, pub e alberghi 
Sarà che da cittadina di una metropoli come Milano sono abituata al casino, ma la gente riversata per le strade di Ferrara non mi è sembrata nè più nè meno di quella che di solito affolla Corso Buenos Aires un sabato pomeriggio qualsiasi. Poi ovviamente entra in gioco anche un gusto personale: io adoro questo tipo di festival perchè sono una cantante, sono un po' pazzoide, sono un po' artistoide e mi lascio facilmente affascinare da chi vive di sola musica fregandosene di tutto il resto e delle convenzioni sociali...
La giornata di sabato, poi, l'abbiamo dedicata alla tintarella, per gentile concessione di un meteo favorevole, al Lido degli Estensi, con tappa serale a Lido di Spina, luogo che da sempre avrei voluto visitare in quanto il mio libro preferito (Macchie rosse di Alessandra Montrucchio, credo di averne parlato in qualche post un po' di tempo fa) è ambientato proprio lì. Certo, il mare è quello che è, cioè non sembra neanche mare (non se ne abbiano a male gli autoctoni in lettura) ma pucciare i piedini e respirare iodio fa sempre bene al cuore e alla mente..
E con questa mi sa che le vacanze possono considerarsi concluse, anche se c'è in forse ancora un altro weekend a settembre... Che bella estate: nuove persone entrate nella mia vita, alcuni rapporti consolidati..
Ora mi resta da affrontare una partenza, che sarà durissima, che porterà un sacco di pianti..Sto solo cercando di viverla il più serenamente possibile, pensando che anche dall'altra parte del mondo lui è e resterà sempre la prima persona a cui ho voglia di raccontare me stessa e la mia vita e, per fortuna, la teconologia ci consente di farlo senza piccioni viaggiatori e interminabili attese di fronte alla cassetta della posta. Attenzione che, siccome un anno senza vedere il proprio migliore amico non è contemplabile nella mia mente, verso marzo Muscina si imbarcherà da sola su un volo per Shanghai e lo andrà a trovare..
@ale@
Comunque vadano le cose sarà un successo perchè un titolo più fico di quello che ho trovato, che mi conferisce quasi un'aria professional, non lo trova nessuno SCRITTURA GIOVANILE E CONVERSATIONAL MEDIA: UN'ANALISI LINGUISTICA DEI BLOG. (tiè..all rights reserved ovviamente)Per ora questo è quanto, anzi no, domani sera rivedremo in suolo cittadino i nostri amati compagni di vacanza siciliana di cui ho ampiamente parlato nei post di resoconto. Ovviamente sono gioiosa con la G maiuscola. Ovviamente non vedo l'ora 
@ale@
Al di là delle sonore bevute e cazzate di questa estate 2008 ho avuto anche modo di riflettere su alcuni aspetti della gioventù d'oggi. Ho conosciuto diverse persone, ognuna delle quali, possiamo dire, appartiene a una diversa categoria...per quanto poi sia possibile racchiudere le persone in categorie... Diciamo che mi sono confrontata con diversi caratteri e diverse visioni della vita.
Non fosse altro perchè son donna mi ha incuriosito maggiormente constatare i diversi approcci ai sentimenti che hanno i ragazzi tra i 20 e i 25 anni. Tutte le mie paure son state statisticamente confermate: quelli che ci tengono, che non sono in cerca di sole cazzate, che non tradiscono la fidanzata ripetutamente e senza sensi di colpa, che sono interessati a qualcosa di più del lavoro-macchina-soldi, sono pochi, sono davvero pochi. Sono merce rara e preziosa. E l'aspetto più inquietante è che ci sono anche parecchie ragazze nello stesso stato. Qui non si tratta solamente di superficialità, si tratta di persone che a un primo impatto ti sembrano ordinarie, magari studiano in università, hanno una bella famiglia e sparecchiano la sera dopo cena. Eppure se cerchi di portare un discorso a un livello più alto di chi si è fatto chi, chi non si è fatto chi, e chi si farebbe chi, ecco che ti guardano con occhioni sperduti..e un baloon appare sulle loro teste: "ammazza che noia questa!"
Io sarò noiosa, ma almeno mi sento vagamente intelligente. E soprattutto sono la prima a dire che non si può sempre essere seri, ma almeno non sempre vacui.
Brutto poi, avere la sensazione che queste persone, prese singolarmente, siano molto più piacevoli che prese in branco. In branco diventano insopportabili.
Che poi, parlando fuori dai denti, questo discorso scaturisce principalmente da un nervosismo accumulato in questi ultimi giorni di vacanza al lago che hanno, lo posso dire, un po' rovinato la serena placidità che ho avuto per tutta la vacanza siciliana e dopo. 13 anni di scuola privata a stretto contatto con spandi merda e figli di papà hanno sicuramente minato la mia pazienza nei confronti di chi la ricchezza nel vero senso del termine (e quindi, secondo me, non nel senso materiale) non sa nemmeno dove stia di casa. Mi hanno sempre insegnato che chi ostenta non è ricco, è stupido. Mi hanno sempre insegnato che essere nati in una famiglia più che benestante non deve essere motivo di vanto, ma, anzi, motivo di un'attenzione costante e rispettosa nei confronti del mondo e della vita. Ecco perchè mi riesce difficile sopportare chi fa dei soldi l'unico metro di giudizio. Chi reputa i soldi motivo valido per decidere o non decidere di frequentare una persona. Trovo assurdo che uno a 25 anni non sappia stare in mezzo alla gente che non è vestita come lui. Io non lo sopporto. E pensare che persone del genere sono quelle che fanno parte, per così dire, della mia "classe sociale" mi innervosisce ancora di più.
Sarei cretina a dire che i soldi non sono importanti. Ci mancherebbe altro. Ma se uno a 25 anni cominciasse a pensare che i soldi in più che possiede rispetto a tante altre persone potrebbero chessò servire, per pagarsi l'affitto di un monolocale e imparare a fare il bucato, piuttosto che comprarsi 10 paia di jeans di gucci, beh potrebbe essere un passo avanti.
Il fatto di essere single e di aver voglia di una relazione mi spinge poi a essere ancora più guardinga e selettiva. Mi accorgo che è davvero un'impresa trovare una persona che valga la pena frequentare, con cui sia naturale e possibile stabilire un dialogo costruttivo. E quelli che invece meritano, ovviamente, sono già occupati. C'è qualcuna che è stata più rapida di me. Non voglio generalizzare troppo, per carità, però il quadro è abbastanza sconfortante e deludente. Sia per gli ometti che per le femminucce.
Più mi guardo in giro più trovo solo poca voglia di progetti, di impegni, di costruire. Vorrei sapere se è solo una mia sensazione o qualcun'altro la condivide. Ditemi blogger e antiblogger splinderiani..Sono io a sbagliare e ad essere troppo rigida?
@ale@
L'estate sta finendo è una di quelle affermazioni che dopo ferragosto senti pronunciare un po' a chiunque. E sono fastidiose. Maledettamente fastidiose. Il fatto che l'estate sta finendo è abbastanza evidente e ricordarlo ogni cinque minuti diventa pratica piuttosto penosa e triste. Le giornate si accorciano e si inizia a tornare in città. Per esempio io oggi sono tornata a Milano, stanca morta, dopo i dieci giorni lacustri più strani degli ultimi 4 anni. E ho realizzato prepotentemente che domani mi attende la trafila burocratica della domanda di laurea nonchè un rigettarmi a peso morto nella fase finale della scrittura della tesi.
Ditemi voi se non sono prospettive esaltanti queste.
Comunque questa è stata un'estate di highlights continui per me eh.. Davvero, un'estate strana ma bella, di divertimento e riflessione allo stesso tempo. Sono quelle estati che ti ricordi più a lungo e quelle estati di cui fanno parte persone che non riuscirai a scordare facilmente. Anzi, non le scorderai affatto..
E poi è un'estate speciale perchè ho un annuncio da fare, che non ho potuto fare fino ad oggi anche se mi prudevano le dita a contatto con la tastiera ormai da tre mesi:
muscina diventa zia!!!
Avete letto bene? Io zia a 22 anni, ditemi voi se mio/a nipote non sarà estremamente fortunato/a ad avere una zia così giovane e uptodate a spianargli la strada...
Ironie a parte strabocco di felicità e tenerezza per questo frugoletto che porterà una ventata di freschezza in famiglia..Fra un anno a quest'epoca saremo tutti accovacciati con la faccia in un passeggino a fare le smorfiette a un pandorino di sei mesi che ci guarderà con compassione un po' stile film "Senti chi parla".. Ma io, sinceramente, non vedo l'ora di rincoglionirmi così 
@ale@
Mi sono resa prepotentemente conto che negli ultimi post tra prepartenze e postritorni mi sono un po' persa in sentimentalismi tralasciando la vena cinico-ironica di questo blog.. Che ne so, può darsi che io mi sia rimbesuita, che il mio cuore si sia addolcito, che...Nahhh...illusoria come ipotesi..Per cercare di riabituarmi tenterò con alcune considerazioni sparse:

Per adesso è tutto, no, perchè più che altro ho la connessione a scadenza qui e ci devo stare attenta..
A presto cari
@ale@
Da quando sono tornata dalla mia settimana da sogno ero ancora in cerca dell'ispirazione per scrivere qualcosa di davvero calzante..che potesse far capire che razza di esperienza ho vissuto..
Adesso che sono al lago, rilassata per quanto possibile (non faccio altro che dormire in preda ad inspiegabili attacchi di narcolessia), l'ispirazione mi è venuta... E ripenso a quanto ci debba per forza essere un'entità superiore che controlla e dirige gli avvenimenti della tua vita, che li guida verso un periodo di felicità, di pace dei sensi, di risate.
Tutto è iniziato in una calda notte milanese, io e l'ale stanche ma eccitate come due scolarette in gita, siamo arrivate al celeberrimo aeroporto di Linate alle 4.50 del mattino. Deserto dei tartari. Intorno al banco in cui dovevamo ritirare i documenti di viaggio si affollavano un po' di famiglie con bambini, piccoli, qualche coppietta giovane e innamorata e poi noi due, già depresse. Finalmente vediamo arrivare 3 ragazzi che approssimativamente potevano essere nostri coetanei, avevano i visi sbattuti, come i nostri, ma così simpatici, carini..Si è iniziato a sperare che oltre a prendere il nostro stesso volo per Catania venissero anche nel nostro stesso villaggio.
Evidentemente qualcuno ha guardato giù, perchè le cose sono andate esattamente secondo i piani e siamo arrivati tutti e 5 a Capo Calavà. Al di là del posto paradisiaco che crea impatto per i contrasti di colore, il verde e rosso di fiori e piante e l'azzurro-blu del mare, di una bellezza sconcertante, di una limpidezza che ti apre il cuore e ti trasporta seduta stante lontano da un anno di scazzi, pianti, problemi, incomprensioni...cambiamenti. Tornare mi ha scatenato una serie di ricordi che credevo sopiti, tornare nel posto in cui ero stata sei anni fa pochi mesi dopo la morte di mia mamma è stato strano. Mi spaventava l'idea di essere riassalita dai ricordi di quel periodo, ma allo stesso tempo ci tenevo fortemente che andasse tutto come un tempo, ovvero che si creasse quella magia che mi aveva fatta sentire meglio, che mi aveva fatta rinascere, che mi aveva permesso di conoscere uno di quelli che è tuttora uno degli amici più grandi che ho, stefanino..
Tutto come allora eppure tutto così diverso.
Ma bando ai sentimentalismi che, curiosoni come siete, sono sicura che preferireste sapere come è finita con i tre ragazzi del viaggio... E io non ve lo racconto, cicca, cicca
Li abbiamo conosciuti quello stesso pomeriggio. Dopo un primo bagnetto e una prima scorpacciata di sole, mentre ci stavamo concedendo una refrigerante birretta nel bar della spiaggia, sono arrivate le tanto agognate presentazioni. Tanto agognate visto che l'età media durante il viaggio si era tutto fuorchè abbassata ed eravamo già rassegnate ad una settimana di bambini piangenti sulla spiaggia, e coppie di mezza età a ballar valzer la sera. E da quel momento in poi non so cosa sia scattato. Lo chiamerei un folle amore collettivo, anche se non rende l'idea, sta di fatto che il feeling è stato immediato, dopo dieci minuti di chiacchiere si era già al livello di un gruppo di cugini in vacanza. Ovviamente la sto esagerando, perchè tra chi si è appena conosciuto in una specie di paradiso terrestre fuori dal mondo e dalle regole comuni, i sottintesi sono molti, ci si domanda ancora se è una conoscenza di necessità, oppure se sarà davvero la vacanza della vita, se nasceranno storie, se qualcuno piangerà...
Eppure no, nei limiti dell'accettabilità e di qualche episodio poco felice, è filato tutto liscio. Tanto che io, notoriamente congelata a livello di sentimenti sia amicali che di altro tipo, ho subito una specie di metamorfosi. E' come se mi fossi reincarnata, finalmente, nell'Ale che sono stata fino a un po' di tempo fa e che non riuscivo a essere più.. La settimana è proseguita tra sbronze colossali (troppe), balli, beach party, pedalò, fotografie, pranzi e cene luculliani, telefonate, messaggi, appostamenti, scazzi, risate, caffè, giochi, canzoni, sfilate (...), olio solare, abbronzatura, cambi d'abito, sguardi, desideri espressi o repressi..mezze frasi, mezze parole...e il fumo lento di qualche sigaretta sempre accesa..
Ogni minuto di una settimana fuori dal tempo mi è rimasto dentro a ricordarmi che anche a 22 anni, anche dopo un anno difficile, anche quando pensi che ormai la tua vita è destinata ad esser fatta di sole responsabilità e pochissimo tempo per l'evasione, per la regressione, per essere te stessa senza obblighi, precostruzioni, suffissi e prefissi.
I miei compagni di viaggio leggeranno e capiranno, spero. Ci tengo davvero che continuino a far parte della mia vita e l'averli rivisti una volta tornati in città ha confermato la mia convinzione che non è stato tutto per caso, che non ci si è uniti solo per necessità. E' stato bello, e non nell'accezione banale del termine "bello" ma nel suo senso compiuto. E volendo bello lo sarà ancora.
Buona estate tutti da parte di muscina che vi scrive seduta in un cortile con le spalle alla montagna e gli occhi verso un lago oggi più sereno di sempre!
@ale@
W A.A.C.C. (alcolisti anonimi capo calavà
)
Ebbene si..sono tornata. Francamente ne avrei fatto volentieri a meno, non fosse altro per lo splendido mare di sicilia, il clima meraviglioso..l'abbronzatura, il dolce far niente..
La realtà è che è stata una settimana epifanica sotto tanti punti di vista, abbiamo incontrato dei compagni di avventura davvero speciali, e giacchè il feeling è scattato subito, sette giorni sono volati tra cazzate e fiumi di alcool..Non che ci sia da vantarsene ma è il misterioso potere del braccialetto all inclusive che ci hanno messo al polso all'arrivo.. Quando non devi tirare mai fuori il portafoglio e soprattutto sei estremamente rilassato e in compagnia di pazzi fulminati totali viene spontaneo alzare un po' il gomito..
Adesso, considerando che credo di non essere mai andata a dormire prima dell 5 e che alle 9.30 ero in spiaggia puntualissima per la scorpacciata di sole, ma soprattutto, considerando che come ultima sera abbiamo deciso di far nottata e quindi sono tecnicamente circa 48 ore che non dormo, non sono in grado di mettere insieme un post di senso compiuto, bello ed emozionante come converrebbe a questa settimana..
E comunque non ho più l'età per ste cose..a 17 anni le reggevo, adesso non ce la fo..sono un zombie
E mi spiacerebbe sprecare un racconto che merita di essere fatto con qualche frettolosa parola..
Grazie per tutti i commenti lasciati in mia assenza...Picchu sei sempre er mejo, ma che ve lo dico a fà? e comunque i fiori sono appassiti lo stesso in mia assenza
@ale@
Sicuramente domani non avrò tempo per farlo, per cui mi accingo a scrivere ora qualche riga di commiato...Qualche riga giusto per trattenermi altrimenti inizierei a sproloquiare su quanto sia triste l'idea di non potervi leggere e non poter scrivere per BEN una settimana
Ovviamente sono felice di partire. Questa vacanza, oltre che un'occasione di riposo, rappresenta molte cose e io non vedo l'ora di potermele godere e gustare tutte..perchè so che sono dietro l'angolo, me lo sento..
Le attività domestiche finite male e la quantità di cretinate, dimenticanze et similia degli ultimi giorni mi hanno messo davanti all'evidenza che anche per muscina si profila netta all'orizzonte l'esigenza di una pausa, uno stacco netto della spina, un arrivederci e grazie, un po' di vivere senza regole..
Ed è quello che mi accingo a fare..
Domani alle ore 4.20 del mattino (
) un taxi ci porterà in aeroporto e chi s'è visto s'è visto! Alle 6.50 decollo, alle 8.30 atterraggio. Prima di pranzo saremo a destinazione con buona pace di tutti quelli che soffriranno terribilimente la mia mancanza. Perchè qualcuno la soffrirà, vero? 
Vi lascio con la promessa che, nel caso in cui nella vita di muscina si profilassero delle novità che non possono esservi taciute fino al mio ritorno, cercherò una connessione internet utile e aggiornerò il blog..Voi tutti fate i bravi, chi parte come me, beh...chi parte come me che si diverta, folleggi, si innamori, balli, canti, si ubriachi, si abbronzi, ma anche chi non parte, beninteso, può fare tutto ciò...
Domani farò un salto su splinder per mettere i commenti in moderazione, di modo che, vista l'assenza di una settimana, non accada come qualche anno fa quando dei pazzi totali inondarono il mio post di saluti pre vacanzieri con cazzate immani, insulti e quant'altro, facendomi trovare la lieta sorpresa al rientro a casa.. Ovvio che, se vi venisse voglia di scrivere qualcosa anche mentre non ci sono, a me fa più che piacerissimo, anzi, leggerli al ritorno mi farà immenso piacere.
Vi abbraccio tutti mie cari amici lettori blogger e antibloggher 
...E Muscina porta le sue chiappe nei caldi mari del suuuud...
@ale@
Stamattina ho messo su una lavatrice, poi sono uscita di casa in super ritardo e me ne sono del tutto scordata. L'illuminazione verso le cinque del pomeriggio. Smadonnando contro me stessa mi accingo a stendere sul balcone per avvelocizzare l'asciugatura e in un momento di distrazione mi cadono due calzini di mio padre direttamente in cortile. Merda.
Riordino un mobiletto del bagno e, mettendo gli smalti in ordine di colore, (questa fissazione va a far compagnia a quella descritta ieri per la valigia, dopodichè capirete definitivamente che sono psicopatica e monomaniaca), ne trovo uno non ben chiuso. Una malefica ed enorme goccia di smalto rosso cupo finisce sul tappetino bianco candido. Cazzo. Lo smalto notoriamente non viene via con nessun prodotto. Potrei anche darla vita natural durante all'Omino bianco, che quello non riuscirebbe ad ottenere nessun risultato. In un raptus ci ho versato sopra l'acetone, poi l'ho messo a bagno nella candeggina, poi l'ho strizzato e lavato la macchia con sapone di marsiglia e spazzola, poi ci ho versato sopra mezza bottiglietta di sciogli macchia potente. Il risultato è che la macchia è ancora lì che mi sorride e fa pernacchie e in compenso tutt'intorno si è creato un simpatico alone rosa confetto, non uniforme, ovviamente, grazie alla candeggina. Ormai è diventata una questione di principio e domani, prima di rassegnarmi all'acquisto di due nuovi tappetini per il bagno (si, perchè non è che visto che se n'è rovinato uno solo li posso spaiare), tenterò con la Coloreria Italiana. Come minimo mi si sputtanerà la lavatrice. Ollèèè.
@ale@
Io sono una vera e propria stratega della valigia.
Inizio almeno 3 o 4 giorni prima di partire con un elenco, minuziosamente scritto a mano, composto da: cose da comprare, cose da fare e appuntamenti vari che si assommano e sovrappongono quando devi salutare 800 persone prima delle vacanze.
Stamattina la mia strategia ha avuto inizio in pompa magna. Sveglia presto, colazione, doccia e via di commissioni. I primi punti della mia lista sono stati orgogliosamente cancellati con una bella riga e la mia coscienza organizzativa ne ha tratto un beneficio pazzesco, una specie di orgasmo di soddisfazione (mi basta poco, penserete..)
In realtà è tutto per una persona che, se si arrendesse a madre natura, sarebbe alquanto disordinata.
Adesso però, appena tornata da un dopocena al pub con l'ale, durante il qualche, come due invasate, non abbiamo fatto altro che parlare di aerei, aeroporti, orario di prenotazione del taxi, dove dormire e cosa fare sabato notte per ingannare l'attesa della partenza (ovviamente l'ipotesi di dormire non è contemplata), ho ripreso in mano la mia lista per decidere a cosa dedicarmi domani mattina, e, leggendola, forse cullata da una vodka sour di troppo, o forse in un rimasuglio di lucidità rimastomi, mi sono resa conto che la mia malattia da strategia valigifera è arrivata ad un punto di non ritorno.
In un riquadro sono segnati tutti i prodotti da bagno-profumeria che ancora mancano da comprare, in un altro riquadro tutti i prodotti di abbigliamento che devo "assolutamente" trovare in saldo o no, con numerosi punti escalmativi di fianco a "infradito" (ma in effetti sono necessari, ho decisamente e impellentemente bisogno di infradito per la spiaggia) e una laconica faccina con bocca all'ingiù di fianco a "pantaloncini per spiaggia possibilmente neri" (lo smile serve per ricordarmi che forse nessuno in terre sicule, ma anche altrove, desidera ammirare i miei prosciutti ..ma d'altra parte non è che posso morire di caldo perchè l'ideale velina anoressica impera nel nostro stupido paese) Infine, nell'ultimo riquadro, in ordine di giorno e ora tutti gli appuntamenti da qui a sabato, estetista, pranzo con amica, cena con amici, pranzo con altra amica, e-mail da mandare alla mia relatrice di tesi e così via..
E il bello è che io ci vado davvero in giro con la mia lista. E appena faccio qualcosa tiro fuori la bic e depenno. Credo di non essere normale.
Infine..Sabato pomeriggio, il momento clou.
I miei familiari sanno che quando faccio la valigia devo essere lasciata sola, sanno che divento intrattabile, sanno che vado in trance e mi muovo per casa come un'automa programmata per uccidere. Sanno che metto la musica più cazzuta possibile a palla, tipo, chessò, gli 883 e canto come una quindicenne al concerto degli Zero Assoluto. Sanno che mi concentro su incastri, scastri, posizionamenti ad hoc. Sanno che la borsa della scarpe è l'operazione più delicata di tutte.
Saper fare la valigia è un'arte e io la posseggo, la padroneggio, supero me stessa. E' un valzer, uno spendere saperi intellettuali per far quadrare ciò che di più materiale esista. E' uno sconfiggere l'assurda equazione per cui, una volta in vacanza, ti troverai a desiderare ardentemente gli unici quattro stracci che hai lasciato nell'armadio.
E poi c'è il brivido della franchigia. Quel momento topico in cui ti pesano il malloppo e ti guardano con aria di disapprovazione.. "che ci hai messo dentro? due bambini?" E tu sei lì, che osservi la bilancia e speri di non dover pagare il sovrapprezzo. E inizi a pregare in tutte le lingue del mondo, ma soprattutto in serbo-turco-aramaico, che la valigia che stai salutando sia la stessa, integra e sana, che risaluterai all'atterraggio.
Ed è dopo tutto questo che uno ha realmente bisogno di una VACANZA!
@ale@